Il corpo in movimento ed il movimento espressivo

1 Aprile 2024

 

Il movimento per il bambino è uno strumento fondamentale di scoperta e di conoscenza. Comprendiamo questo quando lo osserviamo in ascolto, nel suo muoversi spontaneamente, libero e fluente come se ascoltasse con tutto il corpo. Il bambino è un essere motorio già prima di venire al mondo, durante la gravidanza il bambino vive nel movimento fluttuante del grembo materno, il bambino ci appare dominato da una (per dirla con Carl Orff) “pulsione di movimento primitiva e fondamentale che è la base stessa della pulsione di vita”.

Associare il movimento alla musica significa dare importanza all’espressione corporea e questa tendenza appare quasi contraria al modo di fare musica che spesso si trova a scuola, soprattutto con i più grandi. La musica in questi casi si rivolge all’astrazione e non alla pratica vissuta con il gesto. François Delalande parla del gesto facendo riferimento al fatto che lo strumentista per produrre musica usa le mani e il fiato: “La musica è stata fatta con le mani e con il fiato e questa origine corporea la segna profondamente. Fare musica è prima di tutto un atto motorio che, per effetto della sua funzione sociale di scambio, si arricchisce di una dimensione simbolica e conforma a delle regole” .

 

Usare il corpo musicalmente significa impiegarlo anche nella sua “funzione ritmica”, partendo dai gesti-suono ed evolvendosi attraverso la pratica della body percussion, formando e consolidando la coordinazione motoria, in vista dello strumento. Il movimento però non è soltanto strutturato, può essere anche libero ed espressivo. In questo senso dunque la funzione ritmica e strutturata del corpo si completa con quella più espressiva dando spazio a molteplici linguaggi motori.

Le danze, ad esempio, rappresentano un fondamentale elemento nella didattica musicale. L’apprendimento di una danza è sempre preceduto da un ascolto strutturato. Questo tipo di ascolto ci permette di comprendere la struttura della musica: sarà la musica “che ci dirà” quando fare quel determinato movimento, quando cambiare direzione, si tratta di un primo passo verso l’analisi formale dei brani. La danza è musica e ne comprendiamo la valenza didattica soprattutto nel bambino, quando il corpo in movimento svolge un ruolo cruciale nell’apprendimento. Una cosa la impariamo meglio quando la facciamo e come ci insegna Carl Orff “la musica s’impara facendola, non astraendola”. La musica si impara vivendola fisicamente ed emotivamente, praticandola insieme, così che essa contribuisca alla crescita del bambino come persona, attraverso un’esperienza concreta e creativa che coinvolga tutto ciò che alla musica può essere inerente: il gioco, il movimento, il corpo, il canto.

 

MOVIMENTO ESPRESSIVO

Lavorare con il movimento espressivo con i bambini è, per noi, un’esperienza preziosa. Non è sempre facile se non hanno avuto già esperienze di questo tipo e li incontriamo già grandi. Crescendo acquisiscono rigidità e strutture che nei bambini molto piccoli non ci sono.

In particolare, se non coltivato, il movimento spontaneo diventa molto difficile da proporre, soprattutto se il bambino è stato immerso in un ambiente musicale da 0 ai 6 anni in cui non si è posta l’attenzione al movimento a flusso continuo, ma si ha più che altro lavorato sulla scansione ritmica portando rigidità al corpo. In particolare può essere utile la riflessione di Laban , ripresa da Gordon. Laban parla di tempo, peso, spazio e flusso. Spesso l’educazione musicale parte proprio dal tempo, anche con i bambini molto piccoli. Gordon invece propone di partire dal flusso perché è un movimento già innato nel bambino, è quello che egli possedeva nel ventre materno, un movimento acquatico; poi suggerisce di lavorare sul peso che, a sua volta nel bambino è una qualità facilmente individuabile: nonostante la sua leggerezza un bambino molto piccolo è in grado di abbandonarsi molto più di un bambino più grande che non ha lavorato su questi elementi. Solo quando il bambino è più grande, Gordon propone di lavorare sullo spazio e sul tempo.

Alla scuola primaria dunque partire da un movimento non troppo scandito può essere molto utile, da un lato per sviluppare questo tipo di movimento se nella fascia 0-6 si ha lavorato solo con il movimento scandito, dall’altro anche per riuscire a percepire la musica in relazione al proprio corpo, al proprio spazio, all’ambiente, alla percezione fisica ed emotiva di una determinata musica. Il movimento libero ed espressivo è molto utile anche per lavorare sulla lentezza, una caratteristica del gesto molto difficile da trovare nel bambino che può essere interessante sia per lavorare sulla ricerca della calma e di una maggiore attenzione, sia per l’ascolto della frase musicale. Il movimento libero può nascere da diversi spunti. È sempre interessante vedere quanto il movimento espressivo possa “portare fuori” a tutti i livelli e età, anche con i bambini più piccoli.

 

PraticaMenteMusica

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Siamo Alessia e Cristina e a PraticaMenteMusica incontriamo le persone attraverso il linguaggio musicale. Quando abbiamo creato PraticaMenteMusica, abbiamo pensato ad una scuola diversa dalle altre, uno spazio in cui è possibile evolvere personalmente attraverso la musica. Leggi di più

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