La musica e la non musica

2 Gennaio 2024

 

A volte, in uno scambio di opinioni tra colleghi insegnanti di musica, ci scontriamo con questo pensiero: fare educazione musicale significa occuparsi della musica, dell’ascolto, della notazione musicale, del canto, del movimento e di tutti gli aspetti che riguardano la musica stessa; invece, occuparsi di educazione musicale proponendo a supporto della musica altri materiali (libri, tematiche speciali, oggetti), non significa davvero educare i bambini alla musica, perché la musica non ha temi o contesi fantastici (al massimo strumenti!), la è musica e basta.

A volte sembra ci sia la musica e la non musica, e a noi questa cosa ci sta stretta. Ti raccontiamo il nostro pensiero.

Ci sono degli aspetti fondamentali nel nostro approccio alla musica:

  • la musica sta dentro alla relazione. Non possiamo fare musica senza pensare che lavoriamo con le persone e che, specialmente quando si lavora in gruppo, ogni gruppo porta con sé diverse dinamiche relazionali che inevitabilmente entrano nella nostra lezione di musica;
  • è la guida musicale a fare la differenza. Se l’esperto di musica è consapevole del lavoro che propone, ha delle buone basi musicali, è empatico e sa gestire le sue competenze in base al gruppo che si trova davanti a sé, si può star certi che i bambini staranno bene nella musica, impareranno e cresceranno con la musica;
  • la musica e il bambino sono i protagonisti della nostra lezione.

 

Se queste sono le premesse per una lezione di musica, capiamo che un oggetto o un tema specifico che fa da cornice alla lezione non distruggeranno il nostro intervento musicale ma, forse, potranno migliorarlo e aiutarci nella conduzione della lezione, supportando le proposte musicali e permettendo alla musica e ai bambini di rimanere sempre i veri protagonisti.

 

E quindi, ad esempio, si può fare musica a partire da un libro?

La nostra risposta è sempre questa: “dipende da come lo usi, il libro”. Se utilizzi il libro per dare valore alla tua attività, facendo in modo che la musica resti davvero la protagonista, allora sì. In questo articolo ne parliamo approfonditamente.

 

E quindi, ad esempio, si può fare musica a partire da un tema specifico?

Spesso, quando lavoriamo a scuola (succede prevalentemente alla scuola dell’infanzia e primaria) ci viene riferito un tema dell’anno, un argomento generale che sarà il focus per tutte le materie. Noi insegnanti di musica, davanti a questa informazione abbiamo due possibilità: dire che non ci interessa, perché la musica è altro (note, spartiti, suoni, voce…), oppure pensare e progettare un intervento musicale che tenga conto del tema richiesto ma che ci permetta di arrivare comunque agli obiettivi musicali che ci siamo prefissati.
Se scegliamo questa seconda opzione capiamo che potremo continuare a fare musica in modo consapevole anche se siamo al 31 ottobre e nella nostra stanza, per 10 minuti, entra il fantasma di Halloween, oppure il 21 dicembre e stiamo cantando e danzando delle proposte a tema Natalizio.

 

Spesso, soprattutto se abbiamo fatto studi accademici e non siamo totalmente immersi nel mondo della didattica musicale, ci può sembrare del tutto inutile associare al nostro percorso musicale qualcosa di diverso che apparentemente non c’entra nulla con la musica. Se pensato e scelto con criterio invece, il nostro oggetto “in più” non sarà un qualcosa di superfluo, ma entrerà a tutti gli effetti nella lezione, rendendo la nostra attività più accattivante, coinvolgente, magica senza necessariamente togliere spazio alla protagonista del nostro lavoro, che resta sempre la musica.

PraticaMenteMusica

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Siamo Alessia e Cristina e a PraticaMenteMusica incontriamo le persone attraverso il linguaggio musicale. Quando abbiamo creato PraticaMenteMusica, abbiamo pensato ad una scuola diversa dalle altre, uno spazio in cui è possibile evolvere personalmente attraverso la musica. Leggi di più

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