Perché integrare i diversi linguaggi espressivi. Scopri la nostra attività integrata con tutti i passaggi

7 Aprile 2022

 

In questo articolo stai per trovare una risorsa gratuita scaricabile davvero preziosa. Un’attività integrata fatta e finita con tutti i suoi passaggi.
Facciamo un passo indietro però. Se hai cinque minuti leggi tutto questo articolo: ti permetterà di impiegare il materiale con una consapevolezza diversa e uno sguardo molto più profondo.

 

Cosa c’è alla base?

L’idea che sta alla base del nostro progetto è quella di fornire una formazione per la persona attraverso musica, vista come uno strumento per socializzare, favorire le relazioni e l’integrazione, conoscersi e comunicare, in sintesi crescere. Fare musica con i bambini e permettere loro di esprimersi attraverso essa, significa formare “persone musicali” capaci di ascoltare, condividere ed emozionarsi. Con la musica la persona vive su di sé la scansione del tempo, il sapersi muovere all’interno di uno spazio condiviso, il rispetto di se stesso, del proprio ruolo e di quello degli altri. In questo senso la musica ci permette di contemplare le mille sfaccettature della persona, per scoprirsi a 360°.

 

Una metodologia chiave

Conosci l’Orff-Schulwerk? È una linea pedagogica per la quale ci siamo formate e di cui ora siamo diventate formatrici certificate.
L’approccio educativo dell’Orff-Schulwerk si rivolge alla totalità della persona, considerata come unità indissolubile di corporeità, affettività e cognitività. Per dirla con le parole della psicologia della Gestalt “l’essere umano è più della somma delle sue parti”.
L’idea orffiana del “fare musica” si basa sulla possibilità di valorizzare tutte le condotte espressive: verbali gestuali, ritmiche, vocali, musicali. Con l’Orff-Schulwerk possiamo entrare nella musica con parole, suono e movimento, mirando ad un linguaggio integrato. Questa didattica ci permette di partire da qualsiasi canale comunicativo, passando comunque attraverso gli altri. Ecco dunque perché parliamo di un linguaggio integrato che mira ad uno sviluppo integrato della mente e del corpo: hai mai notato le parole nel nostro logo?

 

Da dove arriva l’idea di linguaggio integrato?

Un riferimento importante relativo all’idea di “linguaggio integrato” è rintracciabile nell’idea wagneriana della Gesamtkunstwerk (opera d’arte totale). Wagner (morto solo pochi anni prima della nascita di Carl Orff) creò un nuovo modo di concepire l’opera al servizio del dramma, nel quale le sue componenti, ovvero la parola (Wort), la musica (Ton) e la scena (Drama) devono fondersi in un’unica creazione artistica, completa in se stessa. In tal modo si realizza la convergenza di tutte le arti sotto la guida della musica e con l’idea di Gesamtkunstwerk si sintetizza l’aspirazione comune ai pensatori ed agli artisti romantici.

Carl Orff è stato un compositore post wagneriano ed egli era fondamentalmente un musicista, non un pedagogo o un teorico dell’educazione. La volontà didattica era dunque quella di riferirsi alla musica in un senso molto ampio che spesso, per l’ambito didattico, sembra troppo complesso. In realtà non esiste la “musica per bambini”, la Musica è Musica, e basta! Tutta la musica può essere proposta ai bambini: un ascolto quanto più vario possibile permetterà al bambino di ampliare il suo vocabolario musicale. In questo contesto non possiamo fare a meno di riferirci al concetto di musica elementare di Carl Orff:

 

Elementare, in latino elementarius, significa intrinseco agli elementi, di sostanza primaria, attinente alle origini, ai princìpi. Musica elementare non è mai musica sola, essa è collegata a movimento, danza e parola, è una musica fatta da sé, nella quale si è coinvolti non come ascoltatori ma come co-esecutori. Essa è pre-intellettuale, non conosce grandi forme architettoniche, produce ostinati, piccole forme ripetitive e di rondò. Musica elementare è terrestre, innata, corporea, è musica che chiunque può sperimentare e apprendere, adeguata al bambino.

 

Per musica elementare non intendiamo musica facile o musica da semplificare ad uso del bambino, ma la possibilità di offrire al bambino una primaria cellula, dotata di un senso, che può dare vita, attraverso il gioco della costruzione, ad un complesso insieme, ad una composizione strutturata.

 

Come valorizzare le diverse condotte espressive?

La musica non è unisono, è concertazione: come in orchestra ogni sezione ha la sua specialità, anche nella didattica è compito dell’insegnante trovare la specialità di ogni bambino. Ogni bambino ha una sua particolare inclinazione verso l’uso del corpo, dello strumentario o della voce. Riuscire a comprendere questo e sintetizzarlo musicalmente e relazionalmente attraverso le attività integrate significa “concertare”, intrecciare i ruoli e rendere quindi autenticamente inclusiva l’attività orffiana.
Le classi di oggi mostrano una grande complessità: ci sono tanti bambini con BES, certificazioni DSA, ADHD, bambini con disabilità fisiche e cognitive. Orffianamente si può fare musica con tutti, perché ognuno può trovare il suo spazio, il suo ruolo. La ricchezza di questa metodologia non sta tanto nell’essere così inclusiva per sua natura (il che è già un elemento fondamentale), quanto piuttosto nella sua capacità di instaurare nei bambini la sensibilità e l’empatia verso l’altro. La capacità di accogliere un errore e trasformarlo in una novità musicale, di prendere un’idea e rielaborarla richiedono una grandissima competenza: l’ascolto. Crediamo che l’ascolto sia la premessa all’inclusione, un’inclusione personale, musicale, relazionale. Un’inclusione che non si limita ad essere integrazione, non basta essere nella stessa stanza, sullo stesso palco: includere significa condividere, riconoscere e sentirsi parte della stessa realtà, nel nostro caso una realtà musicale che, però, abbiamo già visto essere anche (o forse prima di tutto) umana.

Conoscere il canale espressivo privilegiato di ogni bambino ci permetterà di sapere con quale linguaggio egli si sente più a suo agio. Ecco perché le nostre lezioni devono contenere tutti i linguaggi ed ecco perché, ancora meglio, sarebbe importante integrare tutti i linguaggi in una singola attività. Ecco quindi che creare un’attività musicale in cui coinvolgiamo il corpo, la voce e gli strumenti è già una grandissima azione inclusiva.

 

Come fare?
Ecco un’attività musicale integrata, dove troverai tutti i passaggi per realizzarla e la partitura del brano. Per scaricarla usa il modulo qua sotto!

PraticaMenteMusica

PraticaMenteMusica

Siamo Alessia e Cristina e a PraticaMenteMusica incontriamo le persone attraverso il linguaggio musicale. Quando abbiamo creato PraticaMenteMusica, abbiamo pensato ad una scuola diversa dalle altre, uno spazio in cui è possibile evolvere personalmente attraverso la musica. Leggi di più

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.