Diciamolo pure, la programmazione delle attività musicali non è uno scherzo! È capitato a tutti noi insegnanti, almeno una volta, di non avere la minima idea di cosa fare a lezione e improvvisare sul momento.
Non è possibile però fare questo costantemente: che percorso costruiamo per i nostri allievi? L’improvvisazione della lezione va sempre per il verso giusto?
Lo sappiamo che programmare è faticoso e richiede tempo, che spesso per chi deve insegnare più materie le altre programmazioni prendono il sopravvento rispetto alle attività musicali.
Beh, se è così sarà bene trovare delle strategie efficaci per non perdere tempo e ottenere un ottimo risultato! In questo articolo te ne raccontiamo due fondamentali.
Siamo profondamente convinte che avere una buona organizzazione non sia affatto sinonimo di rigidità, ma l’esatto contrario: quando hai bene in mente cosa fare, quando nella tua testa è chiaro il percorso che vuoi seguire, sarà molto più facile allontanarsi dal “copione” per prendere nuove strade, per gestire l’imprevisto, per assecondare le idee dei tuoi allievi con flessibilità.
Perchè, diciamocelo, una parte di improvvisazione in questo senso c’è e ci sarà sempre.
La gradualità
La parola d’ordine nella programmazione per noi è gradualità.
Cerchiamo di smontare un’idea in tanti piccoli passaggi, in questo modo costruiamo l’attività in classe a piccoli passi, un gradino alla volta, senza rischiare di andare troppo avanti e “perdere” qualcuno per strada o di concludere l’attività pensata nell’arco di un solo incontro. Questo non significa che ad ogni lezione proponiamo la stessa cosa, tutt’altro: ogni incontro prevede una variante, un tassello in più da aggiungere alla nostra idea. In questo modo faremo un ripasso di ciò che abbiamo costruito finora e aggiungeremo man mano un piccolo pezzetto alla nostra attività.
La varietà
L’incontro di musica per noi deve contenere più proposte, diverse e varie. In una lezione non possiamo proporre un’unica attività e soprattutto non possiamo pensare di iniziarla e concluderla nell’arco di uno stesso incontro (a meno che non abbiamo un unico incontro a nostra disposizione).
Pensiamoci, se ti proponessimo tutti i trecentomila passaggi di un’attività velocemente per concluderla dopo quarantacinque minuti, probabilmente non ci capiresti molto all’inizio e avresti una grande confusione, senza contare che probabilmente potresti non ricordarti nulla dopo dieci minuti o, alla peggio (ed è spesso ciò che succede ai ragazzi), potresti trovarti spiazzato dai mille stimoli musicali e frustrato, pensando di non essere in grado di imparare quella determinata cosa o di fare un certa esperienza.
Nella lezione coesistono più linguaggi espressivi che si integrano tra loro in modo da rendere l’attività più ricca e varia, in questo modo i ragazzi e i bambini non si annoiano e non si stancano delle attività, perché ad ogni appuntamento ci sono tante cose da fare. Inoltre, ad ogni lezione si scopre un tassello in più, una variazione rispetto alla volta precedente (il passaggio successivo) che rende l’attività continuamente diversa e sempre più ricca ed elaborata.
Spesso, per aiutarci nella programmazione delle attività rispettando la gradualità dei passaggi e la varietà, creiamo delle unità didattiche ad hoc, te ne parliamo nell’articolo “Come si progettano le attività musicali?“

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