Uno strumento da suonare, uno strumento da giocare

5 Febbraio 2025

Nell’ambito della metodologia Orff-Schulwerk (della quale siamo entrambe formatrici certificate) lo strumento si intende come un prolungamento del proprio corpo, un vero e proprio riconoscimento del proprio sé corporeo.

L’utilizzo dello strumento in quest’ottica è l’esito finale di un percorso che, potremmo dire, va dal dentro al fuori.

Parte spesso dalla voce, la parte musicale più intima che è in noi perché viene da dentro, attraverso l’uso della parola funzionale. Il ritmo della parola può essere tradotto in gesti-suono e in questo modo il percorso inizia la sua strada verso l’esterno: la voce esce e arriva sul nostro corpo, in questo passaggio è come se dessimo alla voce una materia diversa, un suono corporeo, un movimento, un gesto, che traduce ciò che la voce già suggeriva, un ritmo preciso e riconoscibile. Quando il gesto-suono è autenticamente acquisito ed interiorizzato è possibile arrivare allo strumento, concludendo così il percorso del pensiero musicale “dal dentro al fuori”: in questo senso lo strumento diventa il prolungamento del corpo.

Questa riflessione vale sia per tutto quello che viene catalogato sotto alla voce “strumentario Orff”, per gli strumenti autocostruiti, anche da materiale di recupero, per gli strumenti non convenzionali, ma anche (e forse soprattutto), per gli strumenti d’arte. Se infatti si tenesse presente questo speciale “prolungamento del corpo” anche durante le lezioni di violino, chitarra o flauto, tutto (ma davvero TUTTO) sarebbe più facile e piacevole.

Il termine francese “jouer”, ma anche l’inglese “play”, hanno un duplice significato: suonare e giocare.

L’esplorazione dei corpi sonori da parte dei bambini rappresenta una strada d’accesso alla dimensione sensoriale del gioco musicale, all’attribuzione di significati e all’invenzione di regole.

La ricerca del suono e del gesto non è altro che un gioco senso-motorio, il modo in cui il bambino conosce la realtà, ovvero attraverso i sensi e il movimento, senza distinzione tra sé e l’ambiente. In questo contesto, quando il bambino verifica il successo di una sua azione allora la ripete, costruendo un vero e proprio schema d’azione cominciando a differenziarsi dall’ambiente e a rispondere a feedback esterni (emette suoni e li ascolta), migliorando la coordinazione e le azioni, che diventano intenzionali.

L’espressione e il significato in musica si congiungono con il gioco simbolico e l’organizzazione è un gioco di regole.

 

PraticaMenteMusica

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Siamo Alessia e Cristina e a PraticaMenteMusica incontriamo le persone attraverso il linguaggio musicale. Quando abbiamo creato PraticaMenteMusica, abbiamo pensato ad una scuola diversa dalle altre, uno spazio in cui è possibile evolvere personalmente attraverso la musica. Leggi di più

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